Goffredo Gorini

Immagini e ricordi

 

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.:biografia:.

 

Tutti gli amici di Goffredo che vogliono raccontare episodi che lo ricordino, salutarlo, inviare foto o video possono scrivere a jacopogorini@gmail.com

Contiamo sul vostro contributo!

 

Indice:

- video intervista del 18/05/04

- wabbie 9/09/08

- luciano 30/09/04

- patrizia 29/09/08

- eliana 12/9/2008

- alessandro 1/10/08

- alessandro 1/10/08

- micio 08/10/08

- riccardo 10/10/08

- niccolò 23/10/08

- lettura scenica di Luca Privitera (voce) e Angelo Ferrulli (musica) del 15/11/2008

- aurelio 04/12/08

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Video intervista del 18 maggio 2004, Pistoia, prima della conferenza di Fulvio Grimaldi.

 

 

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"La rivolta del ferroviere Mazzei" di Goffredo Gorini, a teatro:
Lettura scenica di Luca Privitera (voce) e Angelo Ferrulli (musica) del 15/11/2008 (riprese di Emiliano):

 

 
1 La patente di matto - La podofillina - La vernaccia di S. Gimignano

 

 
2 Fino al collo, accanto al cinema Lux - L'orto abusivo del Primo Manovratore Mazzei

 

 
3 Le due birre - Gli gnocchi freddi

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tratto da http://www.hochiminh.it/

LA RIVOLTA DEL FERROVIERE G.


C’era un periodo in cui passavo diversi pomeriggi alla federazione di rifondazione comunista. A volte vedevo questo tipo dalla faccia un po' algerina che si fermava. Uno della federazione lo guardava anche male.

Era stato buttato fuori dal partito per un volantino in cui utilizzo’ un articolo del manifesto un po' troppo forte. Dovette chiedere l’intervento del comitato di garanzia nazionale per riavere la tessera. Era un prepensionato delle ferrovie. Poi comincio’ a scrivere libri e insegnare italiano al centro stranieri a Pistoia. Fu il primo a dare una mano ad Ahmed, a dargli una residenza a casa sua e un domicilio presso un anziana a pistoia.

Con lui ho condiviso una parte del lavoro con il circolo est-ovest associazione culturale, assieme anche a Paola Mazzolini, che mi porto’ a frequentare il circolo di porta al borgo perche’ era nel consiglio e che se ne andata’ diversi anni fa. L’Est-ovest organizzava un premio letterario in omaggio a Bertold Brecht,oltre a dibattiti e altre iniziative culturali e di solidarieta’. Poi al centro di quartiere avevamo deciso di ospitare nella nostra sede (una stanzina 2mt x2) il collettivo Molotov, e quando il centro venne abbattuto, cominciammo a ritrovarci al circolo. Era anche uno dei portavoce pistoiesi dell’anlafer, associazione lavoratori anziani ferrovieri, ci chiamava soci anziche’ compagni, perche’ ai tempi del mutuo soccorso questo era il modo di chiamarsi.

Goffredo Gorini e’ stato tra gli occupanti dello spettro, il centro sociale della valdinievole , che per diverso tempo ha avuto lo spazio a Montecatini, curava la abelardo edizioni e non ha avuto una vita troppo facile. e’ morto domenica dopo mesi di malattia. ciao socio.

postato da wabbie il 9 09 2008 - 23:53

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inviato da luciano il 30/09/08

 

Comincio a ricordare a ritroso:

era tipo il 1993, frequentavo la casa del mio nuovo compagno di classe Jacopo.

Conobbi in quel periodo suo padre Goffredo.

Stranamente già dei miei compagni di scuola già lo conoscevano, tipo il Batisti o Berti, questi ragazzi frequentavano le rispettive federazioni di Rifondazione comunista nelle proprie città e lì avevano conosciuto Goffredo (se ricordo bene). Altri tipo l'Inglese lo conoscevano per aver condiviso l'esperienza dello Spettro (cento sociale). Già questo mi faceva strano: un adulto che stava in mezzo ai giovani... e che giovani.

Mi ricordo ancora la mia prima uscita serale da neopatentato: lo spettro era stato sgombrato e l'amministrazione montecatinese aveva concesso un tendone montato davanti lo stadio di Montecatini, qualcuno tipo l'Inglese mi aveva parlato di una serata punk, come entrato nel tendone mi arriva ai piedi il basso lanciato da Adriano degli Spettri... alla mia sinistra vidi Goffredo che mi salutò con il suo classico “ciao socio” non ti preoccupare, dice, che il punk funziona così.

...................l'estate di quel 95' (o giù di lì) era stato chiuso a Pistoia lo storico centro di quartiere, loco di ritrovo di quell'esiguo e sparuto gruppo di post punk, dark e metallari, i miei amici mi dissero vieni c'è un associazione che ha la sede nel centro di quartiere che organizza una serata danzante per porre all'amministrazione comunale i problema degli spazzi per noi Lovanio. Arrivati con la mia vecchia A112 l'aria fu subito sublime... Vento in un angolo che da bravo saldatore tirava su una scultura con materiali ferrosi recuperati dai bidoni della spazzatura, il Ferro che beveva una moretti seduto x terra, gente che giocava a frisbee... entrati mi trovai Goffredo di fronte “ciao socio”... poi ... ehi gente questo è un amico di mio figlio Jacopo... su Luciano vieni su con noi alla riunione che così senti e puoi raccontare ai tuoi amici cosa stiamo cercando di fare.

La serata era un mini rave, in quel periodo Pistoia era stata travolta dall'enfasi dei free party.

Non rimasi fino a chiusura perché avevo altro da fare anche se non ricordo cosa... mi ricordo però un amico che aveva calato un extasy e mi raccontò che a chiusura il tipo più anziano cercava di convincere i giovani a sfollare... il mio amico gli disse: ma io mi so preso un extasy da poco come faccio a smaltirla... l'adulto: ma fatti una bella camminata sulla Brana che ti devo dire... poi riparlando alcuni giorni dopo con Goffredo della serata mi raccontò la scenetta dal punto di vista dell'adulto che era lui.

Un altro episodio legato a Goffredo è la classica serata di poker che per un certo periodo si faceva io Lucone Francesco e Jacopo a casa Gorini... in una di quelle serate conobbi Ahmed da poco arrivato dalla Palestina... e pensare che in quel periodo non parlava italiano ed ora grazie alle lezioni di Goffredo lo parla e scrive meglio di me; ora è tipo una specie di fratellone a cui sono legatissimo.

.............Una sera guardavo il tg coi miei genitori... parte il servizio... un gruppo di osservatori è stato espulso a vita dal Messico, hanno lasciato la spedizione ed hanno cercato di raggiungere il Comandante Marcos... immagini del Messico... poi immagini del loro rientro forzato in Italia... eh... mmmm....vedi mamma... babbo... quello lì con le mani legate ed il bavaglio in bocca è i babbo di Jacopo...

Alcuni anni dopo cominciai a frequentare il circolo Ho Chi Minh ed anche lì ritrovai Goffredo che con i suoi amici, era sempre impegnato a fare riunioni per organizzare qualche manifestazione ed iniziativa per scuotere le coscienze, in quel periodo cominciai un po' anche a fare qualcosa con Goffredo ed i suoi amici.

Ricordo quando gli dissi una sera: sai Goffredo ho lasciato la cgil è mi so messo a fare un po' il delegato per un sindacato di base... il suo: bravo socio così mi piaci... mi riempì il cuore, per come lo disse e per le senzazioni che mi trasmise. Da quel momento il saluto cambiò in: ciao socio come vanno le lotte sindacali?

Un paio di anni fa poi mi sono trasferito a Firenze, una sera mi telefona Goffredo chiedendomi se armaneggiavo sempre nei video e se potevo partecipare a qualche loro riunione a Pistoia... avevano un progetto, il laboratorio metropolitano, i tempi eran bui, la sinistra era già allo sfascio, volevano organizzare una serie di serate per formare un gruppo forte, obbiettivo: richiedere o prendersi uno spazio libero da dogmi o influenze, per far sì che i giovani pistoiesi trovassero un luogo dove sviluppare una vera coscienza critica... critica nei confronti di tutti quegli elementi e fenomeni tanto assurdi (almeno per noi) ma così tanto accettati dalla nostra società. Partecipai solo ad un paio di iniziative perchè avevo poco tempo... ad una ci portai pure il mi babbo!... ma quest'estate la mia amica Giulia mi disse: sai il mi babbo e Goffredo coi loro amici in settimana occupano uno stabile all ex Breda. Poi s'è smesso di vedere Goffredo a giro e lo scorso mese abbiamo saputo il perché.

Domenica scorsa ero in sede al sindacato ed ho scroccato una telefonata per contattare un amica milanese di Goffredo che aveva saputo della sua morte, aveva scritto al sito dell'Ho Chi Minh dove il Marletta ha scritto un po' dei suoi ricordi di Goffredo. Dopo poco è arrivato il segretario e gli ho detto che avevo scroccato la telefonata... stiamo organizzando qualcosa tipo una commemorazione laica... è stato sepolto con la divisa da ferroviere e non c'erano ferrovieri ecc... lui: senti ma come si chiama questo babbo del tuo amico e che faceva il ferroviere? Io: GOFFREDO GORINI. I suoi occhi sono strabuzzati... IL GORINI E' MORTO? Il GORINI di Milano?... e da un cassetto della sua scrivania è spuntato fuori il Ferroviere Mazzei... il Gorini... il Gorini.....ma chi è che non ha conosciuto il Gorini nell'ambiente ferroviario?

Questi, cari soci, sono solo alcuni sparuti ricordi di un martedì notte, in fede il socio pulitore di cessi dei treni/Sindacalista di base Luciano Tredici da Sesto Fiorentino.

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inviato da patrizia il 29/09/08

 

Che bello rivedere nel video Goffredo dire ancora  "fai domande cretine" !!!

Queste foto sono state fatte da Aurelio il 13/9/2003: Io e Enzo  (neo cinquantenni), Goffredo con Ivana, Roberto e Emilio, (come noi tutti ex CUB FS e cellula di AO nei primi anni 70).

Poi , sapete, la vita .................

alla prossima
 
Patrizia  Cotta-Ramusino

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inviato da eliana il 12-9-2008

 

Sono Eliana Baia, ho lavorato in ferrovia come capostazione, e qualche anno fa Goffredo mi aveva chiesto di scrivere quello che ricordavo sul CUB dei ferrovieri che avevamo fondato insieme quando stavamo a Milano Porta Garibaldi.

Avevo conosciuto Goffredo al corso da capo stazione che frequentavamo a Porta Garibaldi, eravamo stati assunti insieme nell´ottobre del 1970.

Noi due eravamo gli unici "extraparlamentari" del corso, avevamo fatto amicizia, frequentavamo le riunioni dei gruppi e con un altro paio di ferrovieri avevamo deciso di "mettere su un cubetto", come diceva Goffredo.

Le riunioni si svolgevano in qualche comune di compagni o a volte nelle osterie toscane che si frequentavano per cena.

Dal punto di vista politico, mi sembra di ricordare che i risultati non furono eccelsi: davamo via un sacco di volantini senza peraltro incontrare un gran seguito popolare.  Nonostante facessero molte critiche ai sindacati, alla fine i ferrovieri continuavano a seguirli e non vedevano certamente in noi un´alternativa. Qualche tempo dopo anche noi scegliemmo di iscriverci per fare i delegati di base, Goffredo a Milano Centrale e io a Porta Garibaldi.

Al Cub avevo incontrato Michele, anche lui ferroviere: ci siamo sposati alla fine del 1971 e al nostro matrimonio c´era anche Goffredo. Mi ricordo che alla fine del pranzo si portò via un fiasco di vino ancora intero con tanti auguri, "tanto pagano gli sposi".

Finché è rimasto a Milano, mi capitava di incontrarlo qualche volta alla stazione Centrale; prendevamo un caffè insieme, poi mi chiedeva "Bionda, hai una sigaretta?". Credo che abbia troppo fumato e troppo bevuto, ma questo faceva un po´ parte della sua immagine di poeta maledetto.

Mi piacevano le cose che scriveva, e gli ho sempre rimproverato la scarsa sistematicità. Una delle ultime volte che l´ho visto, a una manifestazione a Roma, gli ho chiesto se scriveva ancora racconti, e mi ha detto "Ora no, scrivo solo lettere d´amore", con una delle sue famose battute.

Michele l´ha incontrato nel dicembre scorso a un´assemblea di Sinistra Critica a Roma, e mio figlio Francesco anni fa era tornato dal campo antimperialista di Assisi dicendomi "Sai che ho incontrato Gorini?".

Mi dispiace molto non averlo potuto vedere qualche mese fa, penso che fosse in marzo, quando era capitato qui vicino per un convegno dell´Anlafer e l´aveva fatto sapere a mia sorella Ivana, dicendole che avrebbe avuto piacere di incontrarci. Quella sera, purtroppo, non è stato possibile e il giorno dopo non abbiamo potuto rintracciarlo: non se ne parlava per Goffredo di portarsi appresso un cellulare.

Abbiamo pensato che ci sarebbero state altre occasioni, purtroppo non è stato così.  Ci dispiace molto per la sua malattia e perché se ne è andato troppo presto. Gli volevamo bene, ci divertivano la sua originalità e i suoi lampi di ironia.

Siamo vicini alla sua famiglia e lo ricorderemo sempre.

Eliana, Michele e Francesco Colombraro

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inviato da alessandro l' 1/10/08



Era il 1996 (mi pare), c'era una manifestazione per le strade di Parigi organizzata da tutti i partiti comunisti d'Europa.
Una macchina stracolma partì dalla Valdinievole, era Lo Spettro.
C'ero, c'eravamo, c'era anche Goffredo.
Che ricordo meraviglioso...

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inviato da alessandro l' 1/10/08

 

Vocabolario,
Modi di dire alla Goffredo...

Socio = Amico e Compagno
Randa = Compagno trasandato, freak o più semplicemente Bastraone
Merdanzo = Modo per indicare un oggetto indefinito di scarso valore (es: passami il merdanzo vai... oppure: dove l'hai messo il merdanzo lì?)
Giovane Virgulto = Termine usato spesso da Goffredo per promuovere compagni nelle varie organizzazioni. (es: compagni voglio presentarvi questo giovane virgulto...)
Ma va a chapa i rat = Tipica espressione milanese molto usata da Goffredo
Cefalotti Guglielmo (fu giuseppe) = Nome fittizio usato quasi sempre da Goffredo per nascondere la propria identità al telefono oppure anche dal vivo, quando occasionalmente si recava in domicili e uffici per indagini e ispezioni (una volta si finse assicuratore entrò in casa di un vecchietto prossimo allo sfratto e per chiedere informazioni sulla sua situazione esordì con: Buongiorno, sono Cefalotti Guglielmo, perito dell'Assicurazione)
Compagni NON sarò breve = Usasta quasi sempre da Goffredo come introduzione ai suoi interventi.
Punto A = Indica il contesto, i contorni, le cause e le ragioni da un punto di vista storico e sociologico, di una determinata questione.
Punto B = E' nella maggior parte dei casi il nocciolo della questione.
Punto C = Spesso dimenticato, spesso motivo di slancio per arrivare alle conclusioni.

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inviato da micio l' 08/10/08

 

Da quando mi sono trasferito alle capanne (Via Oberdan), incontravo spesso il mio socio. Quasi sempre facevamo due chiacchere, si parlava della situazione sempre più di merda, mi domandava di consulenze da chiedere a Giada, qualche volta bevevamo un bicchiere o un caffé (in realtà lui beveva un orzo schifoso pisciato da una macchinetta che mi pare sia anche della nestlé), mi chiedeva notizie dei miei vari contratti a termine ridendo del fatto che la "classe operaia" fosse ancora viva anche se precaria e molto stronza.
Ma il nostro incontro standard lo facevamo quando io alle 9:30 partivo per fare il turno di notte, o alle 10:30 tornavo da quello di pomeriggio.
Partendo da casa o cercando un parcheggio passavo davanti al bar in Piazza S. Stefano, Goffredo era seduto fuori, col bar chiuso, sembrava presidiasse anche di notte il bar più vicino a casa sua, come a voler essere sicuro di ritrovarlo anche l'indomani.
Io mi fermavo e a quel punto avremmo potuto mettere un disco , tanto sapevamo già cosa ci saremmo detti:
-Socio!
-Micio romantico!
-Cosa ci fai fuori a quest'ora?
La risposta era sempre la stessa ma mi piaceva sentirglielo dire:
-Medito sulle miserie umane.
Poi ci salutavamo, io tornavo a casa, oppure partivo per una nottata schifosa al lavoro.
Qualche volta, tornando o partendo, mi è parso di vederlo, complice il buio o la stanchezza, le miserie umane in fondo, sono ancora tutte lì.

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inviato da riccardo il 10/10/08

 

Caro Jacopino,


figlio "maledettamente" in gamba del mio più caro amico, ho appena finito di guardare il sito che hai dedicato a tuo padre che già sento il bisogno di scrivere la mia testimonianza del suo passaggio.

La nostra amicizia è stata profonda, disinteressata e sincera ma turbolenta.

Il Goffredo che ti voglio raccontare non è il leggendario compagno G ma il più domestico Gioffree come lo avevo ribattezzato dandogli quel che "del gentiluomo di campagna" come lui amava definire me.

Ricordo quando spericolatamente gli davo lezioni di guida (spericolatamente per me), non ho mai conosciuto una persona più negata alla guida di Goffredo, gli sconsigliai vivamente di prendere la patente, se non altro per motivi di sicurezza, soprattutto altrui, ma a farlo desistere contribuì pesantemente l'ingegnere della Motorizzazione Civile. E' l'unica persona che ha sostenuto positivamente l'esame di teoria per ben 5 volete ma altrettante volte non è riuscita a superare l'esame di guida.
Per consolarlo dalla delusione gli regalai il mio motorino, una eredità di cui sono venuto in possesso e che però a lui permetteva di spostarsi velocemente, non era proprio quello che usa definire "UN MANICO!" ma almeno era abbastanza indipendente. Il Cimatti del fu Zio Giuliano gli permetteva di gironzolare in tutti quei posti la dove la sua amata ferrovia non arrivava.

Ma veniamo alle turbolenze, cominciate subito, appena ci siamo conosciuti, un lontano sabato del 1994 mentre stavo facendo un volantinaggio in Piazza Mazzini a Pescia, allora militavo nella Lega Nord, e tuo padre mi affrontò dicendomi che da giovane anche lui era fascista ma si era accorto di quanto era imbecille e quindi aveva cambiato idea, i leghisti li conosceva bene perchè aveva fatto VENTI ANNI di Milano, a quel punto gli domandai se era stato condannato a vivere lì oppure se era frutto di una libera scelta, lui rispose: NO ho fatto venti anni il ferroviere. Di questo nostro turbolento incontro ne feci un articolo sull'allora giornale della Lega Nord che si chiamava appunto Lega Nord, dove peraltro davo anche a tuo padre del raccomandato. Goffredo che era una persona intelligente e di spirito volle quell'articolo e ne andava anche fiero, come andava fiero, nonostante io fossi all'opposto politicamente, che conoscessi a memoria IO SE FOSSI DIO di Giorgio Gaber.

La musica: grande passione di Goffredo, abbiamo passato serate interminabili ad ascoltare e a discutere di canzoni, a scriverle, quando non addirittura presi dall'euforia o dal vino, abbiamo scritto un intero libretto d'opera lirica, pubblicatoci a scrocco da un mio amico, ricco editore, il libretto si intitola "Il Presidente" e ripercorrevamo con linguaggio aulico la vita di JFK, ci siamo fatti delle grasse risate a far interpretare al compianto Jhon romanze e caballette, come avevamo cinque minuti ci incontravamo per finire il libretto, lavoro che finimmo in pochi giorni e che ovviamente non è mai stata rappresentato ma come diceva Goffredo farà la nostra fortuna postuma.

L'ho coinvolto in tante altre pazzie compreso quella di farmi da testimone (compare), come diceva lui, al mio matrimonio e lui sempre di buon grado accettava e condivideva. Ogni tanto litigavamo e stavamo anche lunghi periodi senza parlarci, litigi che nascevano sempre da cazzate, perchè gli amici veri litigano solo per cazzate e per cazzate ritornano amici.

L'ultima litigata l'abbiamo fatta pochi mesi prima che se ne andasse sempre per un cazzata e sempre alla stessa maniera ci siamo riappacificati. L'ultima volta che l'ho visto, ironia della sorte, era in Piazza Mazzini a Pescia ma questa volta non abbiamo litigato, era scarnito ma non domo, l'occhio vivo ma il volto affaticato e segnato dalla sofferenza, mi disse: socio stò morendo ma in fondo sono arrivato a 60 anni, io imbarazzato da quell'amara quanto evidente notizia gli dissi la prima frase che mi venne in mente, ovviamente idiota, ma in queste circostanze è difficile trovare qualcosa di intelligente da dire, gli dissi di combattere fino in fondo e che comunque da qualche parte avrebbe incontrato il CHE, chissà quanto cose avrete da dirvi.
Non l'ho più visto, mi sono limitato solamente a raccogliere notizie da altri amici.
Il giorno che è morto, con un comune amico eravamo sempre in piazza Mazzini a Pescia (c'era il palio dei rioni), io e Lele ci domadavamo appunto come stesse e se era il caso o meno di amdarlo a trovare, Lele mi disse forse è meglio di no, se Goffredo ci vuole stai tranquillo sa come trovarci. Un'ora dopo mi hai telefonato tu.....
Riccardo

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inviato da niccolò il 23/10/08

 

Quando facevo politica ai tempi del liceo in Valdinievole partecipavo ad un sacco di iniziative e dibattiti sui temi piu' svariati.

Che si parlasse di scuola o di guerra lui era sempre lì. Solitario, fumatore incallito, con dei tratti non tipicamente italiani pronto a intervenire prima della fine del dibattito. Ogni volta per ricordare al pubblico che nonostante la Resistenza, le lotte degli studenti e dei lavoratori, il Fascismo ancora striscia nelle nostre istituzioni, nelle questure, nel nostro parlamento; nell'immediato dopoguerra i fascisti erano stati sdoganati grazie all'amnistia di Togliatti e alla nascita dell'MSI.

Era un personaggio; uno di quelli che hanno tanto da dire e da raccontare. Lo capisci semplicemente dall'espressione del viso.

Le nostre strade si sono incontrate raramente. Eppure quella manciata di interventi e scambi di battute sono bastati per scrivere due righe su di un uomo sempre al fianco dei lavoratori, pronto a scendere in piazza contro ogni ingiustizia sociale.

Ciao Goffredo, ci vediamo in piazza.

Niccolò

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inviato da aurelio il 04/12/08

 

Caro Jacopo,

sono Aurelio da Lodi, ex ferroviere di Milano Centrale.

Con Goffredo ho sempre avuto un rapporto un po’ particolare, perché io non ero un “puro” di AO, ma facevo parte dal PdUPpc.

Partecipavo però all’attività, soprattutto quella sindacale, del CUB-FS.

Un anno, forse in gennaio del 2001, ho suonato alla sua porta in via della Scala Santa 1.

Erano passati circa vent’anni dall’ultima volta che lo avevo visto.

Rimase sorpreso ma contento.

Mi ha raccontato della casa editrice Abelardo, dei libri pubblicati, dell’espulsione dal Messico della quale andava fiero, dei corsi per stranieri.

Passeggiando per Pescia ci ha illustrato, a me e a Costanza, i monumenti ed i palazzi con la sua consueta verve polemica.

Con me è stato magnanimo e comprensivo, riguardo il mio impegno politico con quei “destri” rifondaroli.

Dopo avermi regalato i suoi due libri ci siamo lasciati con un “abbraccio fraterno”.

Da allora mi ha sempre spedito tutti gli anni gli auguri per l’anno nuovo.

L’ho rivisto con gioia al cinquantesimo anniversario di Patrizia ed Enzo a Cecina il 23 settembre 2003.

Le foto che ti allego sono state scattate in quella occasione (alcune te le ha già inviate Patrizia).

Come potrai vedere Goffredo sta sempre parlando: con me aveva un particolare piacere a raccontare e fare affondi sulla politica del mio partito di riferimento.

Non ti so dire quanto mi sia dispiaciuto l’apprendere della sua scomparsa.

Avevo in serbo una visita a Pescia, continuamente ed ora inutilmente, rimandata.

Avevo in serbo una iniziativa, con la sua presenza, per la presentazione alla Casa del Popolo di Lodi di “Inseguendo una luna rossa”.

E non posso nemmeno dire: “sarà per un’altra volta”.

Un “abbraccio fraterno”

Aurelio

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